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LOST SOULS
a 52 min. documentary
by R. Sticchi & M. Niola
directed by R.Sticchi
© 2002 TDP films

 

A Napoli ogni morto senza nome puo' essere un anima persa, solo i vivi possono aiutarla.
Ma c'e un prezzo da pagare.

Un documentario sulla concezione della morte a Napoli, dove morire e' soltanto un altro modo di essere vivi.

IL CONTESTO - Ai napoletani piace contrattare, neanche la morte li ferma.
Nella cultura napoletana, di fatto, la morte e' soltanto una sorta di prosecuzione della vita, in un modo di vedere le cose che non ha quasi nulla di metafisico.
Im contrasto con i principi cattolici, i napoletani sincretizzano il concetto dualistico di Paradiso ed Inferno in una sorta di unico grande Purgatorio. In questo "posto", vero e reale come il mondo dei vivi, la vita va avanti come sempre. Cosi' come i vivi, anche i morti devono arrangiarsi per vivere e devono guadagnarsi la loro "ricchezza".Ma come viene misurata la ricchezza in un mondo che, per definizione, non e' materiale?

Per i napoletani la ricchezza di un'anima e' rappresentata dalle preghiere che i vivi le dedicano.
La "vita" e' facile per quei morti che lasciano dietro di se' persone che li hanno amati e che pregano per loro, ma chi muore solo, senza nessuno che si preoccupi di lui, condurra' una "vita" piuttosto misera nell'aldila'.
Nel 1656 la Grande Peste, uccise piu' della meta' dei 450 mila abitanti di Napoli, centinaia di anni dopo, un'enorme quantita' di ossa stipava le caverne e le cripte della citta'. Questi morti avevano perso completamente la loro identita', non avevano un nome a cui qualcuno potesse dedicare delle preghiere.

IL CONTRATTO - Queste anime sono i "pezzenti" dell'altra vita e la gente del popolo solidarizza con questi "compagni nella poverta'". Attraverso un complesso rituale, la tradizione popolare "pulisce" le ossa e lo spirito di queste "anime perse", restituendo loro un nome e accogliendole nel pantheon di famiglia.
Ma questa ospitalita' bisogna meritarsela. Un'anima persa deve compiere un piccolo miracolo, un "aiuto" dall'aldila' per la famiglia che la ospita.
Veri e propri contratti vongono conclusi tra vivi e morti nel buio delle cripte napoletane: l'accordo viene siglato nel regno dei sogni.

LE CONSEGUENZE - Questa concezione della morte e' molto presente nella vita quotidiana dei napoletani. La morte e' dovunque, e anche nella morte regna la stessa precarieta' della vita. Cosi' come in questo mondo bisogna contare sull'appoggio degli altri per sopravvivere, cosi' quando si muore bisogna essere certi che qualcuno preghi. E allora, dopo la morte, nulla e' importante quanto le preghiere di quelli che ci hanno amato.

I TESCHI - Questi morti non hanno una storia, non hanno un nome e la loro identita' e' persa per sempre Ma grazie a questa tradizione, nel corso dei secoli alcuni di essi hanno "conquistato" un nome. Non soltanto per quelli che li hanno "adottati", ma un nome che ormai e' diventato il loro, con una storia personale fatta di racconti e leggende. Questi teschi sono piu' "potenti" degli altri. Hanno una particolare "abilita'" a risolvere i problemi che vengono loro sottoposti dai vivi. Sono i teschi del Capitano, di Lucia, del Dottore.
Questo e' il motivo per cui a questi morti si puo' chiedere aiuto.....ma con rispetto.